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Business Forum 2018 in Italian press

Business Forum 2018 in Italian press

“Se vuoi arricchirti, per prima cosa costruisci una strada!”, dice un vecchio proverbio cinese citato da Hussein Askary, esponente dello Schiller Institute, nel moderare il II Forum Commerciale Sino-Svedese, ospitato dal Consiglio Commerciale Sino-Svedese e dalla neonata associazione chiamata Belt & Road Executive Group in Sweden (BRIX) presso il Grand Hotel Winter Garden di Stoccolma, il 28 settembre 2018. Questa edizione del Forum è stata dedicata specificamente alla Nuova Via della Seta (Belt and Road Initiative, BRI), ospitando un centinaio di membri e di altri invitati.

Nel discorso di apertura, l’ambasciatore cinese Gui Congyou ha suscitato un applauso annunciando la partenza via treno, la settimana precedente, del primo cargo svedese destinato alla Cina: il convoglio partito da Insjön, nella contea di Dalarna, prevede passaggi per Gothenburg e Amburgo, porterà al porto internazionale di Ganzhou legname di pregio per un mobiliere della provincia meridionale di Jiangxi.

Le autorità e i media svedesi hanno finora ignorato la Nuova Via della Seta, ma questo Forum ha offerto strumenti per la comprensione necessaria per cambiare atteggiamento. L’associazione BRIX, presentata durante il Forum stesso, ha il fine di promuovere un dialogo aperto e una maggiore consapevolezza della BRI e dei suoi benefici per la Svezia e per il mondo intero.

Un aspetto importante della BRI è che essa non promuove soltanto collegamenti alla Cina, bensì una maggiore connettività generale. Tutte le nazioni del mondo, infatti, sono invitate a partecipare, ciascuna alla propria maniera. Stephen Brawer, vicepresidente di BRIX, ha mostrato durante la sua presentazione un planisfero nel quale si evidenziano i collegamenti tra tutti i continenti, compresa l’Australia. Ha citato il Forum per la Cooperazione Sino-Africana (FOCAC) di Pechino, tenuto ai primi di settembre, nel corso del quale cinquantatre nazioni africane hanno deciso di aderire per raggiungere gli obiettivi enunciate nell’Agenda 2063 dell’Unione Africana, cioè la costruzione di una rete infrastrutturale e l’eliminazione della povertà dal continente.

La BRI non dovrebbe essere vista come un sistema di trasporti “pratico” per il commercio, ha sostenuto, quando è stato il suo turno, la Sig.ra Kitty Smyth, stratega e consigliera sulle relazioni sino-europee in terra britannica. Ha sottolineato che la BRI ha anche una dimensione filosofica, come fu già chiarito dal Presidente cinese Xi Jinping in occasione del lancio dell’iniziativa (autunno 2013), e che questa dimensione filosofica è tesa alla creazione di un’armonia internazionale, “per assicurare un nuovo tipo di rapporti tra le nazioni” e “per dare vita a rappoori di dialogo liberi della conflittualità, di amicizia piuttosto che di alleanza”. Il consiglio alla Svezia è che stabilisca istituzioni capaci di sviluppare la cooperazione di lungo periodo con la Cina, come ha fatto il Regno Unito con un ufficio sulla BRI e sulla Banca Asiatica per gli Investimenti Infrastrutturali (BAII/AIIB), con un meccanismo di cooperazione regionale denominato Northern Powerhouse, con un gruppo parlamentare sino-britannico e con un Inviato Permanente del governo presso la BRI.

Ali Farmendeh ha dissezionato per bene i tipici equivoci sulla BRI condivisi nei circoli degli affari svedesi. Il presidente del Consiglio Commerciale Sino-Svedese ha sostenuto che la BRI è ben di più che la produzione cinese di beni usati dagli svedesi. “La Nuova Via della Seta, non è qualcosa di lontano, come pensano molti nel cono settentrionale dell’Europa”, ha detto. “Tra le settanta nazioni che partecpiano alla BRI, si trovano anche vicini dell’Europa, che stanno già costruendo la propria parte della rete connettiva, progetti cui gli imprenditori svedesi possono immediatamente dedicarsi”.

Lavorare con la Cina è spesso difficile in ragione delle differenze culturali, ha sostenuto Ying Wu, un ex studentessa della Regia Scuola Tecnica (KTH) di Stoccolma e ora A.D. di SinceUs, durante la presentazione conclusiva del Forum. Rivoltando come calzini le abitudini imprenditoriali degli svedesi, ha dato una lettura talvolta esilarante dei alcuni problemi da lei incontrati, nell’assistere clienti svedesi nell’ingresso nel mercato cinese e nell’espansione della propria attività presso ben 437 milioni di acquirenti telematici. Ha presentato uno studio svolto per la società svedese Airnum, che ha aiutato ad emergere dall’anonimato in un solo anno.

La conoscenza di simili occasioni per le PMI è importantissima, affinché con chiarezza gli svedesi possano cogliere il rilievo della BRI e gli spunti possibili per innovare gli affari in relazioni a molte nazioni del mondo.

I prodotti in legno della Svezia godono da tempo di grande considerazione e sono spesso l’avanguardia delle vendite nei nuovi mercati, poiché l’industria fu sviluppata subito in grande nella forma di attività d’esportazione, durante la seconda metà del secolo scorso. Che una segheria svedese nella contea di Dalarna sia stata pioniera in Eurasia lungo la Nuova Via della Seta è una buonissima notizia per l’intera industria svedese, che è curiosa di esplorare le occasioni di grande crescita nei nuovi mercati, città e parchi industriali stimolati dalla BRI.


Per ulteriori informazioni:

http://movisol.org/nasce-brix-durante-il-forum-svedese-sulla-nuova-via-della-seta/

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